Tuesday 13 december 2011 2 13 /12 /Dic /2011 23:02

Poche parole e tanta speranza, credo che questo unisca tutti noi, amici stretti o meno stretti di Ro e Fausto. Colpisce non che sia una persona conosciuta, ma  che sia "la Ro" cui tutti guardavamo con ammirazione, dato che era lei che ci aveva aperto le porte alla specialistica di Ravenna, lei che aveva finito gli studi per prima e che aveva cominciato gli stage per prima e che aveva cominciato a lavorare per prima. Nel nostro girovagare oggi in molti siamo finiti all'estero, avrei preferito riparlare di queste cose davanti a un bicchiere di vino come è stato con Fausto a Bruxelles qualche anno fa, quando ci siamo ritrovati, espatriati ma contenti. Un unico debole filo di voce Fausto, per Ro, per te e la tua famiglia, per ricordarti che siamo tutti attorno a voi, sperando che le nostre singole voci arrivino in un messaggio forte a chi devono arrivare.

 

Laura Saija

13 novembre 2011

Di f.u.
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Monday 12 december 2011 1 12 /12 /Dic /2011 23:45

Cara famiglia Urru,


sono Lucia, mamma di Sara Pozzi, una amica e compagna di studi di Rossella, qui a Ravenna.

Mi scuso per non avervi scritto prima.....ma sicuramente ogni giorno ho pregato e pensato a Rossella, a voi......

Rossella l'ho conosciuta a casa mia e con lei anche le sue aspirazioni, progetti, i suoi sacrifici e desideri per il bene.... di tanti.

Sono giorni faticosi per voi, le mie parole vi giungano per condividere il dolore e la Speranza. 

Sara, sta lavorando al Cairo: anche in quel paese, come saprete c'è tanta confusione e .... a noi genitori resta di amare e dare fiducia ai nostri figli che generosamente prendono in mano la loro vita e con coerenza tentano di concretizzare propositi e ideali che in tanti, nel mondo professiamo.

Di loro dobbiamo essere contenti, affidandole anche al Signore affinchè le custodisca.

Un abbraccio e una carezza.

A presto.


Lucia Gondolini, mamma di Sara Pozzi

12 dicembre 2011

 

 

Di f.u.
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Sunday 11 december 2011 7 11 /12 /Dic /2011 00:59

Carissima Rossella,

 

sono Luciano (don Luciano) si quel prete che passó a Samugheo anni interessanti mentre finivi quei studi che ti avrebbero portato lontano, dove gli orizzonti si aprono quando il cuore chiama a fare qualcosa di buono per gli altri.

 

sapevo, mentre giá ero in Perú, delle tue aspirazioni che tua zia mariella mi raccontava. chissá, qualche volta si toccó il tema di una tua visita in Perú. per il momento, ripeto per il momento non c’é stata l’occasione. Peró si, voglio continuare a credere che ci sia l’opportunitá, e spero presto.

 

vivendo lontani da casa, accettiamo tutti il rischio che qualcosa non funzioni. peró sempre abbiamo la fiducia di non rischiare ingenuamente e per niente: sempre rischiamo per qualcosa di importante.

 

Non hai voluto vivere mediocremente e il tuo rischio, la tua paura, questi momenti difficili serviranno sicuramente per qualcosa di piú grande. resisti, come noi resistiama con te. pazientemente arriverá la luce.

 

ci credo in questa Luce.

 

dalle altitudini delle Ande, dove la terra é piú vicina al cielo, libero tutti i giorni una preghiera: libera. é un tuo diritto é il desiderio di tutti.

 

ti vogliamo bene. un abbraccio e una promessa.

 

ti aspetto in Perú (vitto e alloggio gratis)

 

un fuerte abrazo Luciano

 

Luciano Ibba

9 dicembre 2011

 

 

 

Di f.u.
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Sunday 11 december 2011 7 11 /12 /Dic /2011 00:51

A Rossella 

 

Questo silenzio mi fà male

Il rumore di una foglia che cade in autunno è più fragoroso

di questi attimi sordi, infiniti;

Vento, cielo, sabbia, mare…

Sei tutto questo;

a presto Rossella,

già assaporo la lieta notizia,

così ho intraveduto la gioia che ora manca

ma che remota vive nel mio cuore

...ed aspetta te.

 

Gabriele Camilucci, Senigallia (AN)

 

Di f.u.
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Friday 9 december 2011 5 09 /12 /Dic /2011 01:19

Cari Marisa, Graziano, Fausto e Mauro,

è da diverso tempo che vivo divisa tra ciò che ritenevo essere un necessario rispetto del vostro straziante dolore e la necessità di esprimervi la mia vicinanza in questo difficilissimo momento.
Non ci sono parole che possano rappresentare un dolore così grande, un'ingiustizia così forte che ha subito Rossella, e più in generale chi dedica la propria vita sacrificando quella più comoda vita occidentale, per andare in terre martoriate e troppo lontane dalla nostra, da ogni punto di vista, per portare il proprio credo di libertà e giustizia e portare un aiuto per un mondo migliore a popolazioni altrimenti senza speranza; proprio per quel senso di giustizia e libertà Rossella si trova a vivere ora una delle pagine più difficili della sua vita e di conseguenza quella di voi tutti.
Ho condiviso per tutto questo tempo questa dolorosa vicenda anche con degli amici arabi che prendono le distanze da quell'estremismo arabo devastante, retrogrado, in cui non si riconoscono e che, a loro volta combattono, cercando anch'essi una pace e una giustezza dei diritti universali dell'uomo.


Giusto ieri sera ho ricevuto una mail da Milad, un ragazzo egiziano che vive in Egitto, ancora più sensibile perchè vive da mesi la lacerazione di una libertà che stenta ad arrivare, nonostante il caro prezzo pagato da troppi dei suoi fratelli, come li chiama lui. Ha sempre seguito ogni notizia su Rossella e ha sentito il bisogno di scrivere due righe, per esprimere solidarietà e affetto.
Questo ragazzo mi ha pregato di trasmettervi questa sua lettera e di dirvi anche è a completa disposizione per tradurre un messaggio in arabo per la liberazione di Rossella e diffonderlo in ogni luogo possibile.
 
Mi stringo attorno a voi, facendo silenziosamente e umilmente ciò che sento doveroso fare e aspetto con voi la notizia del rilascio di Rossella.
Un abbraccio,
 
Cristina Tatti
8 dicembre 2011
 
Eccovi la mail di Milad:
 
Rossella, sei una ragazza coraggiosa, brava e buona. Io da poco ho letto e ho provato della simpatia per te e per tutti chi sono con te. Io sono con te, perché tu non hai nessuna colpa ma stai facendo del bene a gente povera e miserabile.. fidati DIO non ti lascia mai ..io prego per voi che tornate sani e salvi alla vostra patria...(mi chiamo Milad, sono egiziano, amo il bene e odio la violenza e il terrorismo)
روسيلا انتى فتاه شجاعه و طيبه زمن القليل اللى قراته عنك شعرت بتعاطف كبير معك و مع من مثلك لانك ليس لكى اى زنب لكنى كنتى تفعلى خيرا مع ناس فقيره و بائسه زثقى ربنا لن يتركك انتى و من معكى زانا اصلى من اجلكم لكى تعودوا سالمين لوطنكم (انا اسمى ميلاد ومصرى احب الخير و اكره العنف و الارهاب)

 

Di f.u.
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Wednesday 7 december 2011 3 07 /12 /Dic /2011 18:50

Ciao Rossella,

 

io non ho mai auto la fortuna di conoscerti.

 

Eh si la fortuna.

 

Perchè persone come te, che silenziosamente spendono la propria vita per i più sfortunati, per quelli che non ce la fanno, per quelli a cui il destino ha riservato solo fame e povertà, sono persone rare e preziose.

 

In un mondo dove sempre più la vita umana conta meno, dove gli interessi  dei forti calpestano sempre le lacrime dei deboli sono angeli come te a portare un sorriso laddove i sorrisi non esistono. 

 

Sogno da sempre di fare il lavoro che fai tu Rossella, ma mai più di adesso so che l'esempio, la scelta che persone come te hanno fatto è giusta. Ho vissuto cinque anni in Sudan e conosco bene la sofferenza di quei popoli.

 

Prego perchè, se ancora esiste un briciolo di giustizia in questo mondo, tu possa tornare a casa dai tuoi cari, e continuare la tua giovane vita di aiuto verso gli altri, quelli che Dio troppo spesso ha dimenticato. Per te e per quei ragazzi tuoi sfortunati compagni in questa triste avventura.

 

Perchè i veri eroi sono quelli che mettono a repentaglio la loro vita per gli altri, per il semplice fatto che ritengono giusto che sia così.

 

Grazie Rossella, il mondo è migliore grazie a persone come te.

 

Un abbraccio alla famiglia di cui non posso nemmeno immaginare lo strazio e l'ansia.

 

Francesco Guglielmi

Genova, 7 dicembre 2011



 

Di f.u.
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Wednesday 7 december 2011 3 07 /12 /Dic /2011 18:11

Lettera_Viviana_Putzolu

Di f.u.
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Wednesday 7 december 2011 3 07 /12 /Dic /2011 17:25

È mentre guardavo la noiosissima partita del Cagliari che uno striscione per metà rosso e metà blu mi ha ricordato di Rossella Urru.

È triste ammetterlo, anche un po’ imbarazzante, ma Rossella, 29 anni, sarda di Samugheo, laureata a Bologna e cooperante del Cisp nei campi profughi dell’Algeria, è stata rapita nel momento sbagliato, in un’Italia distratta dalla drammatica crisi e in una Sardegna che non sa più indignarsi per i suoi conterranei rapiti. È assurdo scriverlo ma Rossella è stata sequestrata nel luogo più dimenticato, un’Africa che non ci è mai interessata se non per lavarci la coscienza e che oggi “in tempi di crisi” non ci ispira più neanche quel senso di colpa che ha prodotto per decenni l’elemosina che le abbiamo offerto, mentre siamo concentrati sul nostro spread.

Così restano le persone, quelle partite, quelle che nonostante Rossella, Francesco e tanti altri continueranno a partire. A portare la solidarietà del nostro Paese così viva in ogni catastrofe naturale e che solo nelle aule parlamentari fra scontri di interesse e di casta lontani dalla popolazione, sembra non esistere. 

Perché Rossella non vale gli altri rapiti? Perché in questi terribili mesi che ci hanno sterilizzato i sentimenti e l’umana pietà, dove borse, finanza ed economia spietata hanno regnato nelle nostre teste, di lei ci ricordiamo grazie ai tifosi del Cagliari? Rossella non era una giornalista famosa, non frequentava ambienti intellettuali capaci di creare una rete di impegno e mobilitazione che rievochino il suo caso, non ha dietro associazioni di spicco e non è stata rapita dentro un conflitto di cui noi facciamo parte. Non era lì per una guerra famosa dove esportavamo la democrazia, aveva scelto quelli dimenticati da Dio, al punto che anche il suo sequestro nonostante tutti coloro che si stanno battendo per ricordare la sua causa, resta all’ombra, semi sconosciuto. Ha avuto un’altra sfortuna Rossella, quella di un Governo tecnico che non può, né ha interesse a fare propaganda, nessun politico che ci guadagna a rilasciare interviste per affermare che si sta facendo tutto il possibile per lei alla Farnesina.

Rossella ha questa faccia pulita nelle foto, che ti viene da inchinare il capo e farti il segno della croce anche se non credi. Abbiamo impressa nel sangue, nei secoli, nella cultura, un’iconografia cristiana che solo a guardarla ci sembra la Madonna del Michelangelo. Degli occhi suoi e di Francesco ti rimane addosso la serenità che trasudano, quella mancanza di tensione verso la gloria e la notorietà che invece appare in tanti altri. Sono volontari, gente che non ci guadagna nulla, che all’oscuro lavoravano e dentro lo stesso buio vengono dimenticati. Il viso della sua mamma fa invidia. Pochi di noi vedranno il proprio genitore così fiero, sereno, e in pace, nonostante il terribile dolore che la paura infligge, parlare di sua figlia con una speranza contagiosa.

Stringiamoci attorno a queste storie di coraggio e ritroveremo in un futuro prossimo l’amore per il nostro Paese senza più sentirci poveri, soli ed apolidi.

 

Autore: Claudia Sarritzu

Fonte: tottusinparis.

Di f.u.
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Saturday 3 december 2011 6 03 /12 /Dic /2011 21:16
Ciao Ross, sono Carla.........
ci ho messo tanto tempo per scriverti e anche ora, che ho cominciato, avrei voglia di fermarmi e credere che non è successo nulla!
Sono davvero arrabbiata (e voglio usare parole gentili) per quello che stai e state subendo e per quello che di conseguenza subiamo anche noi!
Dovevamo partire il 28 ottobre......dovevamo venire ai campi per 10 giorni di visite, per noi era un pò come andare a trovare degli amici.....e ci saremmo sicuramente incontrate come tutte le altre volte, ma poi, domenica 23 al mattino, la notizia a Radio Montecarlo, che, se non fosse stato per il tuo nome, sarebbe quasi passata inosservata! E' stata una revolverata quella che mi ha colpita! una violenza incredibile, fisica, intima, inspiegabile!
Non c'è giorno e minuto che io ti pensi.
So che sei forte, ti conosco, ma so anche che questo attacco a voi, assolutamente innocenti in questo gioco più grande di noi, ti lascerà segni impossibili da spiegare!
Tu proprio tu che ci credi così tanto e così profondamente in quello che fai!
Tu proprio tu che con il tuo entusiasmo hai contagiato anche me
E allora anch'io mi sento privata della tu stessa libertà, anche se sembra un paradosso, ma è così!
Girare per città e vedere il tuo sorriso che spicca in mezzo alle pubblicità, lì sui muri, dietro un angolo quando meno te lo aspetti, fà molto male!
Ma io ti sorrido allo stesso modo fiduciosa, ti saluto e aspetto che tu torni presto libera!
Ti voglio bene
Carla Versari, ginecologa
2 dicembre 2011
Di f.u.
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Thursday 1 december 2011 4 01 /12 /Dic /2011 17:31

Cara Rossella, ci siamo incrociate una volta, a un Convegno a Ravenna sui rifugiati. Poi ti ho incrociato con brutta sorpresa sui giornali. Ultimamente, poi, ti ho ritrovata sui libri, su un volume curato da Barbara Sorgoni, con cui mi sono lungamente complimentata.


Ora capisco quella luce che mi sembrava di avere colto, fra le altre, quando ti ho incrociato la prima volta. E' una luce che ho sempre creduto di sapere riconoscere (pensando con presunzione di essere particolarmente empatica), ma che poi volente o nolente ho imparato in questi miei ultimi anni di vita a comprendere, ritrovare, riconoscere. Una ricerca triennale in Bosnia, le esperienze di cooperazione internazionale, il rapporto quotidiano con adulti e giovani immigrati mi hanno spinta a trascorrerci tempo, a sentirla e viverla come qualcosa di palpabile, vivo, corporeo, concreto. Qualcosa che si nutre di profonda vita umana, di desiderio e passione, di sofferenza e sacrifici, determinazione e testardaggine. Quella luce mi ha raccontato questo di te, e da giovane ricercatrice impegnata in questioni sociali ho avuto la presunzione di riconoscerla.


Il tuo articolo sulle burocrazie che plasmano i richiedenti asilo mi ha dato un sacco di spunti anche per le mie ricerche e avrei voglia di discuterne con te ed essere nuovamente avvolta dalla tua luce.


Ti aspetto,


Federica Tarabusi - Università di Bologna

30 novembre 2011

Di f.u.
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