Come tagliare con l’Affettatrice

Impossibile essere privi di un’affettatrice se si è gran consumatori di carni e salumi. L’affettatrice domestica, infatti, può risultare molto utile a chi non solo consuma formaggi e salumi ma soprattutto a chi li produce e ha bisogno di conservarli in piccole quantità. Vediamo come si usa e come scegliere affettatrice più idonea alle proprie necessità

Affettatrice: quando si usa?

Dotata di una lama rotante particolarmente affilata e dal diametro variabile, affettatrice di solito la si vede sempre sul bancone del reparto salumeria di un supermercato oppure sul bancone di una macelleria, dato che il suo principale uso è quello di affettare carni e salumi. Eppure c’è chi laffettatrice l’ha sistemata in casa propria: molti oggi, infatti, sono coloro che si dilettano nella produzione di salumi e formaggi a livello casalingo e amatoriale.

Avendo la necessità di conservare tali prodotti in un luogo fresco e asciutto anche per lunghi periodi di tempo, non si può fare a meno di acquistare un’affettatrice da poter usare comodamente in casa: in questo modo non si dovrà chiedere il favore al macellaio o al salumiere di propria conoscenza per tagliare i prodotti alimentari né spendere soldini per il loro acquisto, dato che la produzione casalinga ha un costo decisamente minore. Lo sviluppo della tecnologia ha permesso di avere a disposizione diversi modelli di affettatrici per cui oggi si ha davvero l’imbarazzo della scelta.

Come scegliere la giusta affettatrice

Oggi è possibile trovare affettatrici che si contraddistinguono tra loro per diverse qualità, per questo, prima di effettuare l’acquisto, bisognerebbe ben visionare e prendere in considerazione ogni modello che può soddisfare le proprie esigenze. Infatti, prima del vero e proprio acquisto, vanno considerati vari elementi come, per esempio, le dimensioni dell’affettatrice: bisogna controllare se c’è abbastanza spazio sul piano della cucina o sull’angolo cottura per posizione affettatrice dato che si tratta di uno strumento notevolmente grande. Oltre alle dimensioni, un altro fattore da considerare è anche la potenza della macchina, dato che non si va mica a tagliare una semplice fetta di pane, ma si tratta di dover tagliare un salume stagionato che non è da poco se non si è abituati già a farlo.

Ecco perché bisogna sapere che è possibile scegliere tra affettatrice manuale e quella elettrica e tra quella a gravità e quella verticale, ma le più usate sono proprio le manuali e quelle elettriche. Le affettatrici manuali si caratterizzano per il piano di appoggio inclinato per cui le fette e i pezzi di salumi o di carne cadono direttamente sul vassoio, mentre nelle affettatrici elettriche, ma anche negli altri due tipi, le fette di salume vengono tagliate direttamente sul vassoio. Inoltre, altro fattore è che affettatrice manuale può essere usata anche senza corrente, di contro però il modello automatico è decisamente più pratico e semplice da usare oltre che molto sicuro.

Usi e proprietà del Ganoderma lucidum

Non molto noto nella nostra penisola, il Ganoderma lucidum è una specie di fungo che proviene direttamente dall’oriente e precisamente da Cina e Giappone, dove è molto conosciuto per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Impariamo a conoscerle e vediamo cos’è il ganoderma lucidum.

Ganoderma lucidum: che cos’è?

Forse non tutti sanno che il fungo che predilige vivere nel legno di quercia e di castagno si chiama Ganoderma lucidum ed è molto conosciuto in Cina e Giappone per le sue qualità terapeutiche al punto da meritare il soprannome di fungo dell’immortalità. Sostanzialmente si tratta di un parassita degli alberi che, però, possiede notevoli qualità officinali e non per niente è considerato un vero rimedio naturale per la cura di diverse patologie. Diversi studi scientifici condotti sul ganoderma lucidum, infatti, hanno dimostrato come questo fungo possa essere assunto dall’uomo per contrastare numerosi problemi di salute e come il suo fine terapeutico principale sia quello di rinvigorire le difese immunitarie dell’organismo.

Le principali proprietà di questo fungo sono antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche e antivirali: grazie alla presenza di un componente analogo all’idrocortisone, l’assunzione del ganoderma contrasta sintomi infiammatori come bronchiti, febbre e influenza, e allevia anche i segni tipici di patologie legate all’età senile, come l’Alzheimer. L’assunzione di ganoderma, inoltre, contribuisce a prevenire la perdita di memoria, riduce i livelli di glucosio nel sangue e favorisce la circolazione sanguigna grazie alla sua attività immunostimolante.

Benefici ed effetti del ganoderma

Attraverso la sua azione antitrombotica il ganoderma lucidum impedisce l’aggregazione delle piastrine nei vasi sanguigni, stimola il metabolismo del glucosio nel fegato, rafforza le difese immunitarie dell’organismo e riduce i sintomi dovuti allo stress e alla fatica grazie alla sua azione rinvigorente ed energizzante. In Oriente questo fungo viene usato sotto forma di polvere nella preparazione di infusi, tisane, decotti, liquori, mentre in Occidente è possibile trovare per lo più le compresse di polvere di ganoderma, che è possibile assumere ogni mattina a stomaco vuoto.

Naturalmente le compresse vanno assunte con parsimonia e magari sotto consiglio medico, anche se è stato dimostrata la sicurezza del ganoderma lucidum, che si è rivelato un prodotto estremamente sicuro, non provoca effetti collaterali e non è tossico, per cui può essere assunto anche per lunghi periodi di tempo. Il suo consumo, quindi, è sconsigliato solo a particolari categorie di pazienti, ovvero a chi è allergico ai funghi, a chi ha subito un trapianto, e a chi è sotto terapia con farmaci immunosoppressori, anticoagulanti e anti piastrinici.

Quando la fotografia è arte: caratteristiche della Macchina fotografica

Non è tanto facile come sembra scegliere una buona macchina fotografica soprattutto se si cerca di far diventare la propria passione per la fotografia una vera e propria arte. Ancora più difficile quando dall’arte si passa al lavoro, per cui può risultare un’impresa difficile optare tra macchine fotografiche compatte, reflex e di medio livello. Eppure un metodo per individuare il modello che fa al proprio caso esiste, vediamo qual è.

Una macchina fotografica per passione

Come detto, quando la fotografia si vuole trasformarla da passione ad arte, diventa complicata la scelta di una macchina fotografica che possa avere caratteristiche tecniche che rappresentino una sorta di compromesso tra una macchina fotografica professionale e una amatoriale. Infatti, tra i diversi tipi di macchine fotografiche che è possibile trovare oggi, ce n’è sempre qualcuno che si differenzia rispetto agli altri secondo qualche aspetto più specificamente tecnico o più legato alla resa qualitativa dell’immagine. In pratica, ogni modello può soddisfare determinate esigenze rispetto agli altri e quindi essere più o meno adatto a un tipo di fotografo rispetto a un altro.

Diverse saranno le esigenze di chi si approccia alla fotografia per al prima volta e di chi è più esperto, infatti, se si è neofiti basterà avere una propria macchina fotografica che riesca a scattare foto decenti, mentre se si è più esperti la scelta sarà più mirata a ottenere un prodotto di gran lunga superiore. Se si desidera dotarsi di una propria macchina fotografica, è preferibile prendere informazioni sui diversi tipi e su quali siano le principali differenze per capire il genere di strumentazione che potrebbe più soddisfare le proprie necessità.

Per chi non lo sapesse, per esempio, le fotocamere compatte cosiddette “point and shoot”, le punta e scatta, si adattano facilmente a qualsiasi tipo di fotografo, dal più esperto al più novellino e possono essere usate tutti i giorni perché le principali caratteristiche che contraddistinguono le point and shoot sono la comodità e la praticità. le macchine fotografiche compatte sono altrettanto maneggevoli e facili da usare poiché le loro impostazioni risultano davvero molto semplici da capire, e alla fine è sufficiente puntare l’obbiettivo e scattare.

Caratteristiche, modelli e preferenze nella scelta della macchina fotografica

Abbiamo accennato come esistano dei fattori da prendere in considerazione per effettuare la scelta della macchina fotografica, tali fattori sono i parametri di scatto che contraddistinguono un modello dall’altro come per esempio le macchine fotografiche Bridge che permettono di usare più impostazioni insieme, oppure come le mirrorless, ovvero quelle macchine fotografiche su cui è possibile agganciare l’obbiettivo.

Quelle che si confermano i modelli più completi sono sempre le reflex: dotata di diversi obbiettivi, è possibile regolarne tutti i parametri di scatto, per questo è indicata per i professionisti e per gli appassionati di fotografia, che possono affidarsi completamente alla macchina e contare sulle sue funzioni automatiche per migliorare la resa della foto.

Come diventare energici con la maca peruviana

Non ancora molto nota nelle nostre farmacie e nei negozi specializzati, la maca peruviana, conosciuta anche come ginseng peruviano, è una pianta erbacea dalla radice tuberosa in parte commestibile che si è rivelata ricca di principi nutritivi e di grandi qualità energetiche.

Maca peruviana: un’esplosione di vitalità dalle Ande

Fin dall’antichità le popolazione dell’America Andino meridionale hanno coltivato la maca, tanto che oggi ne esistono almeno sette specie, di cui le più vendute e commercializzate sono la varietà gialla e quella rosso scuro: un tubero di maca peruviana può essere usato per accompagnare qualsiasi alimento date le sue potenti proprietà nutritive.

Considerata un alimento completo a tutti gli effetti grazie alle sue caratteristiche nutritive, questo tubero veniva assunto dalla popolazioni delle Ande da solo, dato che contiene tutti quei principi nutritivi fondamentali per il benessere dell’organismo umano, con tutto il vantaggio di non possedere sostanze eccitanti ma piuttosto qaulità capaci di apportare benefici al sistema nervoso e di favorire la concentrazione e la memoria.

Quali le proprietà della maca peruviana?

Il tubero di maca risulta ricco di aminoacidi essenziali, sali minerali, carboidrati, acidi grassi, fibre e vitamine: inutile meravigliarsi, quindi, del suo potere energizzante e rinvigorente che aiuta a combattere la stanchezza e a contrastare lo stress, oltre ad aumentare la resistenza dell’organismo agli sforzi pesanti. A rinvigorire è anche la presenza di steroli, che rendono la maca peruviana una vera e propria alternativa naturale agli anabolizzanti, elementi molto importanti per i culturisti e i frequentatori di palestre.

L’assunzione di maca, inoltre, può determinare l’aumento della densità delle ossa per questo ne viene consigliata l’assunzione nel periodo di crescita del bambino ma anche durante la gravidanza e l’allattamento, inoltre la sua capacità di aumentare il livello di emoglobina nel sangue la rende particolarmente adatta a chi soffre di anemia e utile per rinforzare le difese immunitarie. Forse non tutti sanno che la maca è nota anche come “viagra peruviano”, tanto da essere l’ingrediente più importante delle diete afrodisiache.

La maca, infatti, favorisce la fertilità sia nell’uomo che nella donna, aiuta ad alleviare i sintomi premestruali normalizzando il ciclo. In qualità di afrodisiaco, negli uomini riesce ad aumentare il volume seminale e la quantità di sperma migliorando la motilità degli spermatozoi, mentre nella donna favorisce l’ingrossamento nell’endometrio provocando la maturazione dei follicoli di Graff. È possibile trovare la maca peruviana in erboristeria e in farmacia sia in capsule che in compresse, ma esiste anche in polvere e rappresenta un ottimo accompagnamento a succhi di frutta, yogurt e latte.

Semi di chia: dall’antichità con energia

Forse non tutti sanno che i semi di chia derivano da una pianta che già le antiche popolazione precolombiane come gli aztechi conoscevano e coltivavano per usarli come condimento insieme a mais e legumi. I semi, infatti, sono naturalmente ricchi di acidi grassi essenziali come gli omega 3 e di calcio, per cui i piccoli semi di chia rappresentano una fonte di energia naturale per l’organismo tale che è possibile usarli come integratori alimentari.

Usi e caratteristiche dei semi di chia

Di solito fioriscono durante il periodo estivo i semi di chia che oggi sono conosciuti anche in Europa tanto da essere regolarmente venduti all’interno del mercato europeo in qualità di ingredienti alimentari, ma in realtà sono ben più di semplici semi dato che possono essere a ragione considerati l’ingrediente segreto del nostro organismo. La pianta da cui derivano è conosciuta col nome di Salvia hispanica, e si tratta di una specie di pianta particolarmente nota nei paesi dell’America latina per le sue qualità nutrizionali, grazie alle quali i semi di chia sono stati recentemente riconosciuti come ingredienti alimentari e ammessi nel mercato comune europeo. Come accennato, le proprietà nutritive e gli effetti benefici di questi semetti erano già conosciute nell’antichità, al tempo degli aztechi che ne consumavano grosse quantità insieme al mais ai fagioli e questo potrebbe spiegare come mai gli aztechi sono stati una delle popolazioni precolombiane più longeve.

Da una parte supporta le funzioni dell’organismo l’alto contenuto di calcio presente nei semi che li rende una delle principali fonti vegetali di tale minerale, tanto che una porzione di 100 grammi di semi fornisce un apporto di calcio cinque volte superiore a quello corrispondente alla stessa quantità di latte. I semi, inoltre, sono anche ricchi di acidi grassi essenziali omega 3, di vitamina C, di ferro e potassio e ciò spiega perché, se assunti con costanza, questi semi sono capaci di ottimizzare il livello di zuccheri nel sangue, di ridurre l’aumento di peso corporeo, di prevenire le malattie cardiache, donando allo stesso tempo all’interno organismo un elevato livello di energia.

Effetti benefici dei semi di chia

I semi di chia si caratterizzano per il sapore neutro e la consistenza croccante che li rende perfetti se uniti ai cereali per la colazione o insieme ai semi zucca. I semi di chia hanno il pregio di poter essere conservati senza diventare rancidi, per cui possono essere assunti sia crudi che come condimento all’interno di altri piatti come pasta, risotti, legumi.

Come ingredienti alimentati, quindi, possono usare nei frullati insieme alla frutta e alla verdura oppure si possono unire a salsine e patè, o ancora si possono aggiungere nei biscotti o nelle torte a cottura ultimata. Un uso particolarmente benefico è quello per la pulizia dell’intestino: i semi, se lasciati in ammollo in acqua per una nottata, sprigionano un gel da assumere la mattina a stomaco vuoto per contribuire alla naturale pulizia dell’intestino.

Quando la vita degli oggetti dura di più con le batterie ricaricabili

Rispetto alle normali batterie, le batterie ricaricabili sono in grado di offrire una maggiore durata di vita di un oggetto o apparecchio elettrico nonché una performance straordinaria. Non bisogna stupirsi se quando vennero commercializzate le batterie ricaricabili riscossero enorme successo presso gli utenti tanto da far riscontrare un vero e proprio boom di preferenze. Vediamo quindi cosa sono le batterie ricaricabili e perché ancora oggi sono sempre di uso attuale.

La convenienza delle batterie ricaricabili

Come accennato, quando le batterie ricaricabili sono state lanciate sul mercato la loro introduzione è stata accolta subito con molto entusiasmo da parte degli utenti. Grazie alle ricaricabili, infatti, l’utente finalmente ha avuto a disposizione un prodotto da poter usare e riusare quante volte si vuole e col vantaggio di un notevole risparmio economico dato che se la batteria che si ricarica non si ha più bisogno di acquistare batterie sempre nuove, magari anche destinate a durare meno del previsto.

Proprio a differenza delle normali batterie, le batterie ricaricabili non hanno questo ‘difetto’ di dover essere buttate appena scariche, dato che è possibile usarle sempre e devono essere sfruttate al massimo fin quando conservano ancora energia. Quando si effettuano i primi cicli di carica e ricarica di queste particolari batterie bisogna effettuarli in modo corretto perché sono fondamentali per il seguente uso e la performance nel tempo delle batterie stesse. In pratica, le batterie vanno ricaricate non appena risultano completamente scariche e mai quando c’è ancora un po’ di carica, altrimenti le prestazioni potrebbero non essere più soddisfacenti.

Perché le usa e getta perdono contro le ricaricabili

Per conservare al meglio e il più a lungo possibile le ottime prestazioni delle batterie ricaricabili la prima regola è quella di non ricaricarle quando hanno un residuo di energia, inoltre bisogna prestare attenzione a non ricaricarle oltre il tempo necessario per non ottenere l’effetto opposto. In realtà, le batterie dovrebbe essere lasciate a riposare dopo la ricarica e non vanno usate subito dopo, quando sono ancora ‘calde’, così come non dovrebbero essere lasciate inutilizzate per lunghi periodi. Le batterie al litio rispetto ad altre batterie ricaricabili si contraddistinguono per numerosi vantaggi come la maggiore potenza e nessun effetto memoria. Cosa significa?

Che diversamente dalle normali batterie ricaricabili, quelle al litio non ‘memorizzano’ l’eventuale carica non completa per cui possono essere ricaricate anche solo parzialmente. Al contrario, alcune batterie ricaricabili si caratterizzano per la bassa auto scarica e altre, invece, sono già pronte per essere usate non appena acquistate: ciò evidenzia come l’acquisto di batterie ricaricabili si riveli la scelta ideale per gli apparecchi che tendono ad assorbire molta energia.

Binocolo: quando osservare la natura è una passione

Quando si è curiosi di scoprire e osservare le abitudini degli animali nel proprio habitat naturale, non c’è niente id meglio che osservarli da lontano come se fossero vicini usando un binocolo. Il binocolo si rivela uno strumento molto utile per chi pratica sport come il bird watching o il trekking perché si ha modo di fermarsi ad ammirare flora e fauna di un luogo.

I fattori da considerare in un binocolo

Fondamentale per chi ama andare in giro per boschi o per chi desidera osservare gli uccelli, il binocolo viene usato per ingrandire oggetti che si trovano a una lunga distanza: le immagini attraversano due serie di lenti e poi dei prismi, per cui l’immagine viene prima ingrandita e poi raddrizzata per essere ‘letta’ dai nostri occhi. Il tipo di binocolo non dipende solo dall’utilizzo che ne se ne farà, ma anche dal prezzo e dal modello: ci sono diversi elementi da prendere in considerazione prima di optare per un binocolo o per l’altro.

Prima di tutto, vanno presi in esami fattori come l’ingrandimento e il diametro della lente frontale: il primo indica quante volte si riesce a vedere più vicino un oggetto osservato, mentre il diametro dell’obiettivo riguarda la misura della lente frontale e indica anche la luminosità del binocolo stesso, fondamentale per le sue prestazioni. Altro elemento da prendere in considerazione è il fattore crepuscolare che serve a valutare la possibilità di riconoscere un oggetto osservato anche in caso di scarsa luminosità, mentre il campo visivo del binocolo indica quanto spazio è possibile osservare attraverso il binocolo stesso.

Il binocolo giusto è quello che si usa di più

In commercio ci sono ormai numerose tipologie di binocolo per cui è possibile scegliere subito quello che fa al caso proprio a seconda che si desideri un modello tradizionale, ovvero un binocolo detto a prisma, o che si desideri un modello più moderno conosciuto come binocolo a prismi a tetto. La differenza è che nei binocoli tradizionali l’immagine della lente anteriore arriva all’oculare attraverso diverse riflessioni su specchi presenti all’interno del binocolo stesso, invece, i modelli a prismi a tetto sono dotati di lenti obbiettivo in linea con gli oculari e per questo offrono una qualità dell’immagine riprodotta non così alta come quella dei binocoli tradizionali.

Altro fattore da considerare è la distanza minima di messa a fuoco per cui un binocolo può mettere a fuoco usando un meccanismo a ghiera, oppure essere focus free: per questo le lenti dell’oculare dovrebbero trovarsi a una distanza confortevole per l’occhio.

A Parigi nasce la scuola-giardino, lo sapevate?

Non so voi ma la mia opinione della scuola italiana è cambiata molto crescendo. La scuola, quando la frequentavo io, era ben noiosa e poche erano le maestre che davvero insegnavano con passione, indubbiamente un fenomeno che non smetterà mai di esistere perché in ogni ambito esistono le capre che lavorano giusto per farlo, eppure un bambino a scuola dovrebbe essere stimolato e incuriosito da ciò che studia e devo dire che oggi sono pochi quelli che, inculcati anche dai genitori, riescono a provare curiosità per il mondo.

Una scuola che ispira la scoperta del mondo

Personalmente ho sempre sognato una scuola che offrisse la possibilità ai bambini di scoprire il mondo circostante, che li mettesse in contatto con la natura, che offrisse l’occasione di conoscere da vicino certi avvenimenti naturali come la nascita di una farfalla o la costruzione dei nidi da parte degli uccelli. Immaginate il mio stupore quando ho letto della nascita della scuola-giardino in Francia. Un sogno diventato realtà?

So che molti che stanno leggendo non sanno di cosa stia parlando e potranno solo immaginare cosa sia una scuola-giardino. Ora vi spiego meglio: lasciate a casa l’immagine degli austeri edifici scolastici a casermone, come li avete vissuti e come li vedete tutt’oggi, perché a Parigi è sorta una nuova costruzione che di scolastico sembra avere poco e niente. L’architettura della scuola-giardino prevede luce, spazio e verde ovviamente, ed è un luogo nato per permettere la scoperta da parte dei bambini.

E in Italia?

Questa scuola ha un tetto pieno di alberi su cui i bambini possono arrampicarsi, nascondersi, in cui possono curiosare e soprattutto iniziare a instaurare una profonda relazione con la natura, venendo a conoscere di persona le farfalle, i lombrichi e capendo perché quando marciscono le foglie cadono sul terreno. I bambini quindi sono immersi in luogo che sembra incontaminato dall’urbanistica cittadina, in cui sono liberi di comportarsi secondo il proprio carattere. Fossi stata io così fortunata, forse ora non sarei una cittadina poco amante della campagna, dopotutto si riesce ad amare e apprezzare ciò con cui si ha a che fare ogni giorno, per cui se avessi potuto arrampicarmi sugli alberi o conoscere meglio madre natura probabilmente oggi non sarei tanto indisposta verso viaggi in camper o tour all’aria aperta o gite in campagna.

Scherzi a parte, sarebbe una gran bella cosa avere una scuola-giardino anche in Italia, almeno una in ogni città, ma mi rendo conto che non sia proprio fattibile. Le attuali condizioni dell’edilizia scolastica italiana non sono delle più efficienti: molti edifici se ne cadono a pezzi, se non sono caduti già, e costruire ex novo un istituto comporta spese maggiori che le scuole non si possono permettere, dopotutto non possono permettersi quasi un corpo docente figurarsi un edificio intero!

Kindle Unlimited: perché in Francia non lo vogliono

Quanti di voi leggono libri su Kindle? Io all’inizio ero molto scettica, dato che il piacere che dà tenere un libro tra le mani e sfogliarlo non può essere la stessa di quella del Kindle, infatti da quando leggo libri digitali un po’ accuso ancora la differenza con la carta, e non rinuncio al piacere di acquistare un bel libro.

Amazon e le sue offerte mensili

Mi sono accorta però che molti sono i vantaggi dell’avere un Kindle: prima di tutto il kindle puoi potarlo tranquillamente ovunque, dato che le sue dimensioni minime consentono di trasportarlo in una borsa anche mediamente piccola, inoltre Amazon propone praticamente ogni giorno e ogni settimana delle diverse promozioni che per chi acquista letture su Kindle. Per esempio ogni giorno ci sono particolari titoli in promozione lampo e ogni settimana ci sono diverse offerte e sconti sempre su una determinata fascia di titoli che, ovviamente, possono risultare più o meno interessanti.

Per esempio, a me è capitato di usufruire di tali promozioni per cui effettivamente essere proprietaria di un Kindle rappresenta un vantaggio economico non indifferente, dati gli attuali prezzi di alcuni volumi. Proprio nel fare acquisti on line, mi sono accorta di una promozione che Amazon ha lanciato e che per me, assidua lettrice, sembrava incredibile: la Kindle Unlimited, che permette una sorta di abbonamento mensile nel quale puoi scaricarti qualsiasi volume che rientri nella categoria.

Editoria francese contro il colosso Amazon

Personalmente sono sempre un po’ scettica verso queste offerte, per cui ho preferito approfittare del mese gratuito di prova che Amazon ha offerto, e ho scaricato un bel po’ di titoli che intendevo prendere e che ho trovato sotto la dicitura Unlimited, per cui li ho facilmente e velocemente scaricati sul pc per poi passarli su Kindle. Devo dire che questa possibilità potrebbe davvero rappresentare una svolta per gli utenti, dato il costo mensile basso dell’abbonamento rispetto all’acquisto di un singolo libro, eppure ho letto che c’è una nazione a cui questo Unlimited proprio non piace, ovvero la Francia. Per il Ministro della Cultura, anche Amazon deve rispettare la legge francese sul prezzo unico. In pratica, è proprio questa incredibile offerta dell’Unlimited che alla Francia non va giù.

A lamentarsene sono state le case editrici più grandi: in pratica gli editori si lamentano del prezzo dell’abbonamento rivendicando il proprio diritto a fissare il prezzo dell’offerta. In Francia infatti, esiste una legge del 2011 che permette agli editori di fissare il prezzo di vendita degli ebook , quindi logico che questa offerta di Amazon vada a rompere le uova nel paniere, dopotutto gli editori francesi non sono scemi e vogliono tutelare le proprie pubblicazioni sia cartacee che digitali. Chissà perché agli editori italiani non importa un fico secco?…

Il “Programma il Futuro” della buona scuola italiana

Non so quanti di voi conoscono il progetto di coding che il nostro Miur ha lanciato nelle scuole. Sinceramente non ne sapevo niente nemmeno io, nonostante abbia familiari impiegati nella pubblica amministrazione, leggete scuola dell’obbligo. Sarà che questo progetto non è ancora approdato in tutte le scuole del Paese, però gli insegnanti già se ne lamentano, ma andiamo con ordine.

Perché l’informatica non dovrebbe essere un’opinione

Il progetto si chiama “Programma il futuro”, nome promettente effettivamente e anche il suo scopo lo sarebbe, ovvero fornire alle scuole le strutture e gli strumenti giusti per introdurre i concetti base dell’informatica. Che l’informatica non sia effettivamente insegnata nella scuola pubblica italiana mi meraviglia ancora: le nuove generazioni nascono già digitalizzate, e a scuola non c’è il computer? Mah… capisco che il corpo docente per insegnare l’informatica debba prima apprenderla, ma allora perché non assumere giovani insegnanti che sono cresciuti a pane e internet?

Non è mia intenzione trattare qui il problema dell’aggiornamento delle scuole e di tutti i finti o veri concorsoni con cui il Ministero millanta di voler assumere nuovi docenti, però leggere che questo programma vuole introdurre nelle scuole i concetti di base dell’informatica un po’ mi fa venire i brividi sull’efficienza della nostra scuola. Più che altro aggiunge dubbi su dubbi.

Scuole italiane senza computer e internet: si può?

Introdurre l’informatica nella scuola nel 2015, ma non saremo leggermente in ritardo non solo rispetto al resto del mondo ma proprio rispetto ai ragazzi che frequentano i diversi gradi di istruzione scolastica? Loro ne sanno di più di chi dovrebbe insegnare loro la materia, per intenderci. Vero è che il 38% della popolazione ancora non è istruita su internet, insomma non è alfabetizzata digitalmente per cui navigare sul web è ancora arabo. Probabilmente sarà per questo che il progetto del Miur ha riscosso successo da quando è stato applicato. A essere coinvolte sono diverse università italiane tra cui Tor Vergata a Roma e la Federico II di Napoli, con i loro docenti informatici e ingegneri informatici che sono riusciti nell’intento di iniziare a digitalizzare la scuola italiana.

Finora al progetto hanno partecipato attivamente soprattutto le scuole primarie, dato il livello base da cui si parte per l’insegnamento, quindi è stato un approccio molto positivo, anche se pare non siano mancate le note di demerito. E indovinate un po’ di cosa si sono lamentati maggiormente? La cosa non mi ha stupito più di tanto: le lamentele hanno riguardato la mancanza di mezzi tecnologici in classe, ovvero computer e connessione internet sono praticamente inesistenti nella maggior parte degli istituti, per non parlare della formazione degli stessi insegnanti che, proprio come accennavo prima, sono meno digitalizzati rispetto agli studenti. Proprio a questo proposito, gli insegnanti richiedono più formazione sul campo, e mi sembra giusto altrimenti come potrebbero trasmettere tali conoscenze in lezioni che risultino effettivamente efficaci sui ragazzi?

Italia ultima in classifica per il wifi, lo sapevate?

Che l’Italia fosse un passo (anche due) indietro rispetto al resto dell’Unione Europea sul digitale si sapeva, è praticamente ogni giorno sotto i nostri occhi: la connessione wifi è arabo nelle nostre città, dove già è tanto se il cellulare o il tablet si connettono alla rete con il 3G, per non parlare di quando in metro non funziona nemmeno la rete telefonica… alla faccia del paese europeo!

L’Europa ha il Wi-Fi e l’Italia?

Avendo viaggiato un po’ per l’Europa, ho potuto constatare di persona questa differenza tra paesi europei dove praticamente è possibile usare facilmente il cellulare dappertutto e connettersi alla rete anche nel tunnel più sotterraneo della metro e dove non arriva nemmeno la linea telefonica. E allora mi sono chiesta: ma perché dobbiamo sempre essere gli ultimi della classifica? Di sicuro continuando così non potremo mai raggiungere il livello degli altri paesi dell’Unione, e nemmeno se una delle priorità della Ue è quella di creare un mercato unico digitale: mica l’Italia può diventare un paese tecnologicamente avanzato dalla sera alla mattina, o sbaglio?

Il ‘gap’, ovvero il divario, non si colmerà di certo in un anno, con tutta la buona volontà degli italiani che nella digitalizzazione ci credono davvero. È stata la stessa Bruxelles a bacchettarci in proposito: quanto a diffusione e accessibilità della banda larga e a competenze digitali e tecnologiche che dovrebbero semplificarci la vita, l’Italia è stata marchiata come il paese europeo meno digitalizzato di tutti.

Internet in Italia: ma esiste davvero?

Su 28 paesi, ci hanno piazzato al 25° posto, e questo risultato dà molto da pensare, dato che siamo ben al di sotto della media e se vi dico che insieme a noi ci sono Romania, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Polonia forse si accende il lumino anche nel vostro pensiero… siamo arretrati in tutto e siamo al pari delle ultime leve della Ue!!! Noi che nel ’56 eravamo in prima fila a firmare i famosi Trattati ora siamo ultimi perché, si sa, in Italia si naviga male sul web: connessioni lente e banda larga appena superiore ai 30 Mbps.

Logico che non ci si possa aspettare chissà quali prestazioni! Inutile dire come questo risultato vada a discapito di tutti, in primis delle aziende che ancora non possono vendere on line come vorrebbero e dovrebbero, inoltre non si riesce a lavorare in un clima tranquillo perché internet va e viene a seconda che si sia in 10 o 100 a usare il Wi-Fi in una stanza. Di conseguenza l’economia non gira come dovrebbe, dato che il fatturato on line italiano è il più basso dell’Unione. Ce la faremo mai a colmare il gap? Io spero almeno che la mia connessione oggi funzioni decentemente, e voi?

L’uomo bionico è una realtà

Che parti del corpo umano possano essere sostituite egregiamente da organi artificiali è sempre stata l’aspettativa degli scienziati, che da sempre pensano a una tecnologia applicata alla medicina in grado di poter garantire e preservare la salute dell’uomo nonostante qualche organo compromesso.

La tecnologia in aiuto dell’uomo

Poter trascorrere una vita lunga anche grazie all’aiuto di organi bionici sembra solo la trama di un film, invece oggi potrebbe essere possibile dato che già tre persone si sono sottoposte a un intervento di sostituzione di arti con parti bioniche. Ho letto infatti, che tre giovani austriaci hanno scelto di amputarsi la mano malata da tempo per sperimentare questo fantomatico intervento di sostituzione dell’arto naturale con un arto bionico, che si riuscirebbe a controllare con il pensiero. Si tratterebbe, quindi, di una ricostruzione bionica vera e propria che ai tre pazienti ha evitato un trapianto e si sa che il trapianto avrebbe potuto portare anche complicazioni dato che non è mai sicuro se e quanto il corpo possa accettare l’operazione o meno.

La ricostruzione bionica, quindi, ha offerto il vantaggio di non rischiare il pericolo di rigetto dell’organo trapiantato. A questi tre ‘eroi’, che si sono voluti sottoporre a tale intervento così innovativo e finora unico nel suo genere, è andata bene. Bisogna sottolineare, però, che l’operazione in questione è stata condotta da una troupe austriaca a Vienna, sarà per questo che il risultato è stato eccellente e un vero successo?

Sarà mai possibile in Italia?

Mi chiedo che risultati si sarebbero avuti se fosse stata condotta in un ospedale italiano… dopotutto la sanità da noi è quello che è, ma non è questa la sede in cui intendo esprimere la mia personale e umile opinione sulla sanità italiana. Voglio solo rimarcare il successo eccezionale riportato da questo chirurgo austriaco, tale Oskar Aszmann della Medical University di Vienna, che ha sviluppato insieme a degli ingegneri di Gottingen la tecnica per effettuare l’intervento in modo che riuscisse alla perfezione.

Perché l’apporto degli ingegneri? In pratica, a quanto ho capito, la ricostruzione bionica vuole il trasferimento selettivo di nervi e muscoli, l’amputazione dell’arto e la sostituzione con la protesi robotica che, ovviamente, è dotata di sensori in grado di ricevere e trasmettere gli impulsi del cervello, altrimenti non sarebbe manovrabile col pensiero. Non pensate che appena sostituito, l’arto robotico inizi come per magia a muoversi come gli si comanda! Serve, infatti, un programma di riabilitazione ad hoc che i tre coraggiosi hanno naturalmente seguito alla perfezione, ottenendo un recupero della funzionalità della mano praticamente eccezionale, tanto che sono riusciti presto a compiere qualsiasi tipo di attività, il che è un ottimo presupposto per continuare questa unione tra tecnologia e uomo.